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Università UniCusano, laurearsi nel 2015

UniCusano e sei nell’università del terzo millennio.

Essere preparati alle sfide della società globalizzata è importante soprattutto nel terzo millennio e l’università UniCusano può diventare la risposta, laureandosi studiando anche da casa. Grave la situazione degli under 30 nel nostro paese, secondo dati pubblicati il 9 giugno 2015, sono ben il 22% quelli che non studiano e non lavorano, il dato più alto d’Europa, nessuno nei paesi dell’Unione ha una percentuale più alta.
Per conoscere meglio questo fenomeno oggi 08 giugno 2015, abbiamo intervistato il Prof. Giovanni Puoti, già Rettore ed ora nuovo Presidente del consiglio di amministrazione dell’UniCusano, uno degli atenei d’eccellenza in questo settore.
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Cresce il numero dei Neet, ovvero i giovani che non studiano e non lavorano, ma cresce anche il numero degli iscritti alle università telematiche come la UniCusano, a che cosa si deve questo fenomeno?
Giovanni Puoti, “ L’incremento del numero dei Neet dipende dall’aumento dei coefficienti di disoccupazione giovanile : chi non riesce a lavorare non fa certo fronte a questa difficoltà studiando, e anzi col tempo trova sempre maggiori difficoltà a riprendere comunque gli studi. Viceversa l’incremento del numero degli iscritti alle università telematiche (e, in particolare, alla nostra) è conseguenza del sempre maggiore apprezzamento sia per un metodo didattico moderno sia per un sistema di studio che elimina una serie di ostacoli, grandi e piccoli”.
Qual’è la peculiarità dell’ UniCusano?
Giovanni Puoti: “La nostra particolarità è nel sistema didattico completamente avulso dalla presenza fisica dello studente in aula, nell’ uso prevalente del sistema informatico e nella possibilità di ascoltare le lezioni in qualunque momento e più volte. Inoltre,essendo previsti dei test di autovalutazione per verificare se i contenuti dell’insegnamento sono stati recepiti, viene data allo studente una maggiore consapevolezza del proprio grado di preparazione. La particolarità è anche in altri aspetti per così dire “extradidattici”: si riducono gli sprechi, come il traffico, il tempo per arrivare a lezione,gli intervalli tra una lezione ed un’altra e soprattutto non si butta denaro per vitto e alloggio fuori sede”.
Non c’è il rischio che la gente pensi che l’università on line, sia meno qualificata rispetto a quella tradizionale?
Giovanni Puoti: “Le università informatiche sono nate tutte tra il 2004 e il 2005, quindi operano da poco più di 10 anni: alcune sono pubbliche, altre private, ma il corpo docenti e’ unico, sia per le università statali che per quelle non statali, come le telematiche. Chi insegna da noi o si è trasferito da università tradizionali, in cui già insegnava, oppure ha vinto un concorso pubblico per ricercatore o per professore universitario e ha chiesto di essere inserito nella nostra struttura : come si può pensare che lo stesso professore lavori in maniera diversa da un ateneo all’altro?La preparazione di chi studia con noi viene valutata dai docenti con esami orali oppure con esami scritti e test a risposta multipla, proprio come nelle altre università tradizionali”.
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Nella classifica italiana degli atenei la UniCusano come si colloca?
Giovanni Puoti: “Le classifiche non sono molto rappresentative, da alcuni anni esiste la c.d. VQR (Valutazione Qualità della Ricerca) e tutti i docenti devono inserire sul sito del Cineca, i curricula, le pubblicazioni, le partecipazioni ai convegni, le attività di ricerca, che vengono valutati con attribuzione di un punteggio. Con questo nuovo sistema di valutazione, la Cusano ha raggiunto un buon livello, anche in rapporto al fatto che i docenti sono in numero limitato rispetto ad una qualsiasi università statale (circa un centinaio) e quindi il punteggio complessivo non può essere molto elevato”.
Come nuovo Presidente del consiglio di amministrazione della UniCusano in che modo cercherà di cambiare il percorso di questo ateneo?
Giovanni Puoti: “Oltre a incrementare qualitativamente e quantitativamente il corpo docente e le attività di ricerca, vorrei potenziare l’internazionalizzazione, in parte già in atto con accordi in Turchia, Inghilterra e negli Stati Uniti. Il mercato turco ad esempio trovo sia particolarmente interessante, dato che molti ragazzi turchi parlano italiano e possono seguire corsi in italiano: con l’introduzione di programmi omogenei per alcune facoltà come psicologia, economia ed ingegneria lo studente potrà fare esami nella facoltà turca e italiana contemporaneamente e prendere una doppia laurea, di cui una (quella italiana) riconosciuta in ambito Europeo .Una grande spinta per una dimensione culturale sempre più aperta, per l’ingresso in un ambito universitario internazionale ed orientato alla competizione e alla meritocrazia, è questo il mio obiettivo!”.