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Vertical Farm

Vertical Farm.

Sogno o realtà? Una Vertical Farm che può nutrire un intero quartiere, azzerando la distanza fra il posto dove si produce e quello dove si consuma.

 

Al mondo le Vertical Farm non esistono, nulla di costruito appunto, solo essenzialmente dei progetti: tra i principali il primo completamente made in Italy, progettato dalle firme del nostro Paese, presentato per l’Expo 2015 di Milano e proposto al comune di Milano per essere il simbolo stesso dell’Expo 2015; ed  un sercondo newyorkese ideato dal giovane architetto belga Vincent Callebaut.

Alla base del progetto Skyland sviluppato da ENEA l’agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, l’idea di un palazzo di trenta piani in grado di nutrire un quartiere di 20mila abitanti.

L’avveniristico edificio è infatti ispirato al concetto di vertical farm (agricoltura sostenibile realizzata in serre all’interno di torri o grattacieli) teorizzato da Dickson Despommier, professore della Columbia University che dal 1999 studia l’inserimento di grattacieli agricoli all’interno dei centri urbani dando una nuova dimensione ai campi coltivati.

Secondo alcuni studi nel 2050 l’80% della popolazione mondiale vivrà nelle grandi metropoli. Nasce così l’esigenza di trovare nuove soluzioni per riavvicinare i consumatori ai produttori, contribuire a risolvere problemi quali la deforestazione e il sovrappopolamento, proporre una gestione intelligente dei rifiuti e un maggior rispetto ambientale.

Le fattorie verticali posso essere la risposta. Un edificio di 30 piani, con un totale di 10 ettari di superficie coltivabile, che possa sopperire al fabbisogno di un intero quartiere e sia totalmente autosufficiente dal punto di vista energetico.

Parte da questo presupposto anche il progetto Dragonfly dell’architetto belga Vincent Callebaut, che ha immaginato una fattoria verticale di 132 piani sulla Roosevelt Island di New York, proprio di fronte allo skyline di Manhattan. La Grande Mela, che ha raggiunto oggi più di 18 milioni di abitanti, grazie a questa costruzione a forma di libellula potrebbe provvedere da sola al proprio sostentamento.

Vari esperti hanno però sollevato perplessità soprattutto per gli altissimi costi di realizzazione di questi edifici, che dovrebbero sorgere in rioni cittadini già densamente edificati. Una cifra considerevole che tuttavia gli ideatori definiscono ammortizzabile in quanto nel progetto si inseriranno anche strutture polifunzionali: dal supermercato dove vendere i prodotti coltivati, al ristorante, alla palestra, al centro congressi. .

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