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Pagani Automobili, visita nella factory della Huayra.

Pagani Automobili, visita nella factory della Huayra.

 
Il brand modenese, nato dalla passione e dalla genialità di Horacio Pagani, vede le origini nei primi anni 90, con il progetto C8 e giunge all’attualità, con la Hypercar Huayra, identificando con questa creazione, quanto di meglio possa rappresentare, l’esclusività e l’artigianalità “Made in Italy”, applicata al settore automotive.
Guidati nella nostra visita dal responsabile delle pubbliche relazioni, Luca Venturi, abbiamo conosciuto ed ammirato i luoghi e le strutture che permettono ai 90 dipendenti di questa realtà artigianale, di “confezionare” in modo sartoriale e totalmente personalizzato, vetture nelle diverse parti del continente.
La Pagani Automobili si è sviluppata notevolmente negli ultimi anni, tanto che ora, oltre alla sede principale, in Via dell’Artigianato, che ospita l’accoglienza, il reparto compositi e l’abitazione del titolare, si è aggiunta una nuova ala ad una decina di metri, cui seguirà nei prossimi anni la costruzione della nuova factory, che in questo periodo economico la dice lunga.
Chiuso il “piano regolatore Pagani”, ritorniamo all’attuale fabbrica o per meglio dire atelier, ed entriamo nel reparto compositi che rappresenta il cuore dell’azienda, data l’esperienza maturata da Horacio, dapprima in Lamborghini e successivamente nel Pagani Composite Research, che ha contribuito alla realizzazione di fuoriserie come la Lamborghini Diablo.
I materiali compositi incarnano l’eccellenza della vettura, dove un team composto prevalentemente da giovani addetti, effettua le varie lavorazioni di realizzazione e la preparazione di tutte le parti della vettura in loco, dalla posa del carbonio negli stampi, alla sigillatura sotto vuoto e in ultimo alla cottura in forno, in due autoclave, che si trovano in una sezione attigua al reparto.
Uno dei fiori all’occhiello dell’auto, è la realizzazione della scocca centrale in carbo-titanio, ovvero fibra di carbonio intrecciata con flat wire di titanio al fine di ottenere un composito più leggero e più resistente dell’acciaio con conseguente miglioramento delle qualità meccaniche in caso di forti pressioni o urti.
Durante la visita dei tecnici stavano dando vita a pannelli della carrozzeria e parti della scocca della Huayra.
Sempre nel medesimo reparto ci viene mostrata la bulloneria, la componentistica per la console centrale della vettura, ed ulteriori componenti del telaio.Il tutto è ineccepibile, ogni pezzo è un’opera d’arte ed anche il più piccolo componente riporta il logo Pagani. Senza poi dimenticare che il costo totale della bulloneria in titanio è pari a 96.000 euro.
Lasciata la sede principale ci siamo diretti nella parte dedicata all’assemblaggio finale e verniciatura.
La sala era occupata da una decina, tra Huayra, Zonda Revolutiòn ed un ultimo esemplare di Zonda, tra le altre cose Luca ci ha mostrato la vettura che parteciperà al Salone dell’Auto di Ginevra a Marzo,anticipiamo che avrà una colorazione gialla.
Riguardo al futuro, Pagani guarda con molto interesse alla tecnologia ibrida, ma ancora non la ritiene matura per essere integrata in una vettura, dato l’eccessivo aumento di peso.
Terminato il nostro tour, ci congediamo forti di aver assistito all’eccezzionale realtà quotidiana del “Da Vinci di Modena” che di cognome fa Pagani.