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Pinxo: un altro modo di mangiare.

Pinxo: un altro modo di mangiare.

 

In uno dei più brillanti quartiere di Parigi, il 1° arrondissement, tra place Vendôme, il Giardino delle Tuileries, il Louvre e il Giardino del Palais-Royal, il luogo dove abbondano gli indirizzi insoliti, come l’agenzia di detectives della rue du Louvre che dal 1913 affigge l’insegna «pedinamenti di tutti i tipi», sorge il Pinxo.

Fondato da Alain Dutournier, questo ristorante dal design essenziale, semplice, fatto di tavoli neri e sedie, lungo le pareti bianche e una cucina a vista che permette ai commensali curiosi di osservare gli chef mentre assemblano le loro magistrali creazioni.

Pinxo propone una cucina guascona ( il nome Pinxo in guascone significa “ prendere con le mani”) e al tempo stesso gustosa, elegante e raffinata con una predilezione per i prodotti tipici del sud ovest della Francia. L’eccellenza del prodotto, il rispetto per le stagioni, e la cordialità sono elementi imprescindibile e magistralmente orchestrati da Fabrice Dubos, che era lo chef in seconda del blasonato Carré des Feuillants.

Tutti i piatti sono preparati come una trilogia in modo che si possano facilmente scambiare e realizzati come un inno alla Guascogna natale come il salmone selvatico affumicato al legno di ontano, servito con una semplice “rémoulade”, una salsa piccante a base di maionese, senape e erbe aromatiche.

Altri piatti fanno del Pinxo un indirizzo raccomandabile, come i calamari «chipirones» ripieni di zampone con contorno di fricassea di porcini e fagioli bianchi «mojettes» e il cuore di controfiletto di manzo biondo di Aquitania servito crudo a fettine condito con olio d’oliva e accompagnato da parmigiano, carciofi e un’insalatina: un carpaccio d’eccezione.

Lo zampino di Alain Dutournier è percettibile nella carta dei vini, che ha realizzato con cura. Non bisogna però dimenticare che qui nulla è imposto, ognuno può scegliere secondo il proprio appetito e la propria curiosità.