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La collezione primavera estate 2012 di Oscar Lawalata alla Jakarta fashion Week.

La collezione primavera estate 2012 di Oscar Lawalata alla Jakarta fashion Week.

 

Si è tenuta in questi giorni la Jakarta Fashion Week, la settimana della moda indonesiana, e durante il terzo giorno della manifestazione è stata presentata la collezione di Oscar Lawalata, una collezione che, con la collaborazione dello stilista Justin Smith, famoso per i suoi cappellini, ha celebrato la convergenza di dei tessuti etnici indonesiani rivisti in una prospettiva moderna.
La collezione intitolata “L’incarnazione della cultura” ha visto la collaborazione dei due stilisti con 50 capi che hanno evidenziato la texture tradizionali come gli ikat Sintang e i batik Yogyakarta.
Una gran parte della collezione primavera estate 2012 comprende ampi abiti eleganti, con lunghezze sopra il ginocchio con richiami anni ’50 e kaftani trasformati in abiti, molto leggeri con tagli asimmetrici sui fianchi e sul torace.
Il tutto poi è stato ulteriormente arricchito dai cappellini di Justin Smith che oltre ad essere degli splendidi accessori si integrano perfettamente con la collezione riprendendone lo stile ma aggiungendo un tocco contemporaneo e vivace anche se un pò frivolo.
Per quanto riguarda i materiali  Lawalata ha fatto largo uso di tessuti tipici come il bambù indonesiano, l’ikat, il cuoio e il lino, mentre la palette di colori spazia su alcune tonalità tradizionali della cultura indonesiana con la predominanza di marroni e di rossi vivaci che rallegrano i capi.
Sia Justin che io apprezziamo i prodotti di artigianato realizzati interamente a mano“, ha dichiarato Oscar Lawalata. “Amiamo la cultura tradizionale e crediamo che, preservandola, la si possa trasformare nel nostro tesoro molto personale.”
La nostra collaborazione è stata molto organica“, ha detto Justin. “Ho visto la prima volta i disegni di Oscar nella sua esposizione quando ho visitato l’Indonesia lo scorso anno, e sono stato subito ispirato a una collaborazione” . Abbiamo parlato molto le nostre idee e strategie su come rendere il lavoro del progetto, ma la distanza ci ha costretti a lavorare separatamente. Così, Oscar mi ha mandato schizzi e idee a colori, poi ho iniziato a pensare a come avremmo potuto incorporare cappelli ai disegni. Penso che il cappello è molto british. Abbiamo avuto poco tempo per incontrarci, ma nonostante il poco tempo a disposizione sono convinto che abbiamo ottenuto un buon risultato”.